Editoria
Tra i suoi compiti specifici l’Associazione trova sicuramente in quello tecnico-divulgativo una delle ragioni fondanti della sua esistenza ed un indubbio punto di forza. Moltissime le pubblicazioni prodotte in questi anni, qui raccolte e riproposte in una classificazione sia per anno, che per tipologia.
Lo fa con un’insieme di prodotti editoriali che, a partire dalla Guida/Annuario annuale delle Città del Vino, spaziano appunto dalla descrizione dei luoghi e dei territori del vino, ad ambiti più specifici e di carattere scentifico, come la zonazione dei vitigni antichi o i problemi normativi relativi denominazioni d’origine.
Tutte le pubblicazioni, realizzate dall’Associazione Città del Vino sono edite dalla sua editrice Ci.Vin. srl o, di volta in volta, da quei partner identificati come più adatti a trasmettere idee e nuove conoscenze nel mondo del vino e della promozione dei territori ad esso vocati.
Arkevino - Guida alle Strade del vino e dei sapori d'Italia

Grafica e impaginazione: Milc
Copertina: Aldo La Monica
Prezzo di copertina: € 14,00
Copyright: Civin srl 2008
Cos’è Arkevino?
Dal greco Arkè, per indicare l’origine dei luoghi del vino, il principio di una rinnovata cultura della ricettività, della ristorazione, della visita in cantina, dell’insieme di servizi volti alla corretta fruizione del territorio, oltre che degli ambienti rurali di qualità. In altre parole, lo stile dell’enoviaggiare in guida.
Un tour che attraversa le aree tematiche con cui le Strade del Vino e dei Sapori si propongono in Italia, che vuole valorizzare i tesori enologici, gastronomici ed artistici che fanno dei percorsi presentati ambienti “d’eccellenza”.
Con questa guida è possibile farsi in maniera immediata un’idea dell’Italia del turismo enogastronomico attraverso la selezione dei percorsi riconosciuti dalle Regioni ed effettivamente operativi.
Un volume con cui ripercorrere storia e geograficità dei territori e dei prodotti da cui prendono il nome i 140 itinerari illustrati.
Per questo Arkevino, e per questo un prodotto editoriale (l’unico dedicato a tale classificazione, se di classificazione si può parlare) per legare l’enoturismo a tutte le possibili declinazioni rispetto a forme di turismo fino a pochi anni fa considerate “altre”, lette come diverse rispetto ad una realtà a se stante come l’enogastronomia.
Quando si parla di Strade, questo prezioso anello di connessione fra il cliente ed i territori, si parla infatti di tratti qualitativi della nostra offerta, dei nostri servizi, dei nostri prodotti, di un insieme di fattori costituenti il valore di quello che genericamente viene definito come made in Italy dell’enogastronomia.
Un fenomeno che ha attecchito ovunque, anche in zone che si pensava non vocate al turismo enogastronomico.
Un settore che ottiene, nelle sue espressioni, citazioni, premi, riconoscimenti, ma che ha una origine ben precisa, determinata, assai più che radicata.
Sì, perché il vero made in Italy è essenzialmente la summa degli aspetti qualitativi (standardizzati e certificati) di un percorso produttivo, che muove dalle caratteristicità di un paesaggio agricolo e si espleta compiutamente, dopo il suo naturale percorso, nella identità di un prodotto finale, ed infine, dei servizi accessori legati alla multifunzionalità dell’agricoltura.
La promozione della Strada, infatti, contribuisce in modo significativo alla vendita del prodotto, laddove per prodotto si intende, oltre al contenuto vino e gastronomia, anche lo strumento, ovvero la Strada stessa.
Gli stranieri, lo sappiamo, sono stati i primi ad apprezzare vacanze come queste, fatte di tempi privi di frenesia e tanta curiosità per l’entroterra; oggi queste soluzioni le amano anche gli italiani, in altrernativa alle vacanze standardizzate.
Arkevino, attraverso cui è possibile farsi in maniera immediata un’idea di quelli che sono gli aspetti caratterizzanti un territorio, è uno strumento utile per informare agevolando un turismo di qualità: le Strade presentate soddisfano tutti gli standards di qualità minimi, ovvero i requisiti funzionali alla loro esistenza e requisiti facoltativi, distinguendosi ciascuna per l’alta qualità dei vini, della gastronomia e il valore artistico e naturalistico degli itinerari che consentono di conoscere la cultura del posto.
Una chiave di lettura alla rete dei servizi turistici e culturali dei territori del vino veicolati dai punti informazione delle Strade del Vino e dei Sapori, i cui consorzi si collocano spesso presso uffici comunali o sistemi turistici locali.
In altre parole, uno strumento per sottolineare i numeri delle Strade come numeri chiave del turismo del vino, utili al reperimento delle informazioni ed al collegamento sul territorio dei soggetti interessati.
Annuario 2008 delle Città del Vino

Introduzione di Fabio Taiti
presidente Censis Servizi Roma
A cura della redazione di Città del Vino
Ci.Vin.srl Editore
Immagine di copertina:Valentina Vitolo
rielaborazione del bozzetto vincitore del concorso per il manifesto 2008 di Città del Vino
561 Comuni
37 Soci Straordinari
L'Annuario 2008 delle Città del Vino presenta i 561 Comuni associati e i 37 soci straordinari che aderiscono, Province, Parchi, Comunità Montane, Strade del Vino e dei Sapori. Tutti impegnati nella promozione e nella tutela dei territori rurali e dei loro prodotti agroalimentari di qualità, eccellenze vitivinicole in testa. Le Città del Vino rappresentano un ideale itinerario nell'Italia del bello e del buono da conoscere e da difendere.
300 Vini - L’Italia del nord est

Autore: Daniel Thomases
Collaborazione ai testi di Paolo Blasi
Ci.Vin Editore
pagine: 218
prezzo: € 15,00
Prima edizione finita di stampare nel settembre 2008
Trecento vini selezionati e degustati da Daniel Thomases.
Ogni vino è stato scelto in base alla sua piacevolezza qualitativa, all’intensità e l’equilibrio con cui ha saputo conquistare gli esigenti palati dei degustatori professionisti.
L'attento lavoro editoriale, in lingua italiana e inglese, è sviluppato in schede, ognuna delle quali è preceduta da un'intestazione che riporta l'anagrafica aziendale e la denominazione del vino. La pagina fornisce inoltre una breve descrizione della storia dell’azienda e del vino prodotto, la denominazione d’origine, le uve, i dati analitici e la zona di produzione. Il testo che segue esprime le sensazioni visive, olfattive e gustative nate dalla degustazione.
Tutte le aziende hanno puntato su vini ambiziosi, con invecchiamenti pazienti, ma senza tuttavia indulgere in prodotti “articolati” e “ampollosi”, prediligendo sempre il sapore autentico delle uve, l’equilibrio, l’integrità e la finezza della struttura.
“Lo sforzo di selezionare 300 etichette - ammette Thomases - tra centinaia di altre ottime produzioni non è stato facile; ma ancor più arduo è trovare le parole giuste per rendere la piacevolezza che ogni vino ci ha regalato”.
Ora sta al lettore la scelta e il divertimento d’incontrare le trecento perle dell’enologia del Nord-Est italiano; conoscerle in prima persona, a questo punto, sarà una piacevole necessità.
Annuario 2007 delle Città del Vino

Introduzione di Filippo Bartolotta
A cura di Paolo Corbini, Federica Coradduzza
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Luigi Sacco
550 Comuni
22 Soci Straordinari
Dall’introduzione di Filippo Bartolotta
Consumato nel 2006 il quarantennale anniversario della nascita della grande avventura delle Denominazioni di Origine Controllata in Italia, nel 2007 si celebra anche il ventennale dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Un doppio anniversario estremamente ravvicinato, quasi un evento nell’evento per festeggiare quell’Italia che del e col vino ha consumato una sorta di relazione d’amore. Se, infatti, buona parte della nostra bella penisola da sempre ama – ottimamente ricambiata – il vino e la viticoltura, è nel 1966 che questo amore diviene adulto, si struttura in un’unione, in un matrimonio vero e proprio: in altre parole è il 1966 l’anno in cui le etichette iniziano a fregiarsi del marchio Doc (ad onor del vero il DPR riguardante le Denominazioni data 1963, cioè tre anni prima di quel 3 marzo 1966 che vide la Vernaccia di San Gimignano inaugurare la lunga stagione delle Doc italiane, ma questi sono puntigli sterili). Ma cosa si cela, o si celava, dietro a quelle tre lettere, successivamente divenute quattro con l’aggiunta delle “g”? Quando qualcosa appare “universalmente acquisito”, vale la pena farsi qualche domanda per evitare il rischio che la parola si svuoti di significato. La domanda che allora ci poniamo è: come stanno oggi, a quattro decenni dalla loro nascita, le Doc italiane? Anzi, come sta l’idea stessa di Doc? In quali regioni o in quali zone essa ha attecchito meglio, in quali altre invece stenta? Risposte che risulteranno più facili, o almeno più precise, leggendo il variegato panorama italico del vino, utilizzando come metro di misura proprio i dati relativi ai VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate), cioè all’insieme di Doc e Docg italiane.
Filippo Bartolotta
Vini da vedere - 2007

Redazione e Produzione: Claudio Mucci
Progetto grafico e copertina: Renato Floris
Impaginazione: Mohamed Amer
Prezzo di copertina: 15 €
Tante le novità dell’edizione 2007 di "Vini da Vedere": innanzitutto la presenza di un’appendice a cura dal mensile di turismo “Plein Air” sulle piazzole camper situate nei Comuni premiati dal concorso enologico Una novità che fa della guida “Vini da Vedere” uno strumento utile per il turista grazie alle informazioni sui servizi offerti dai Comuni, in questo caso rivolti ai camperesti. Inoltre la presenza di Comuni e vini tedeschi; l’inserimento di nuovi Comuni italiani non associati alle Città del Vino; l’incremento del numero di vini premiati; l’inserimento di nuovi vitigni nativi in guida. Firma l’introduzione alla guida il professor Mario Fregoni, presidente onorario dell’Oiv, che torna sull’idea delle buone pratiche enologiche, in particolare sui trucioli di legno, nella prospettiva della salute del consumatore. Le sessioni di assaggio del concorso 2006 si sono svolte lo scorso maggio a Ortona (Chieti). “Abbiamo dato il patrocinio della nostra regione e ospitato le sessioni di assaggio – ha aggiunto l’assessore all’Agricoltura dell’Abruzzo, Marco Verticelli – perché abbiamo apprezzato le finalità del concorso enologico La Selezione del Sindaco, un’iniziativa che lega i territori del vino con il tessuto economico e che vede marciare insieme i sindaci e i produttori”.
I risultati della Selezione del Sindaco 2006
90 Città del Vino e 143 cantine italiane, alcune anche da Austria, Francia e Germania, sono i vincitori della V edizione della Selezione del Sindaco. I premi: una Gran Medaglia d’Oro (Città di Pantelleria con Passito di Pantelleria Ben Ryé, cantina Donnafugata), 31 Medaglie d'Oro, di cui 13 andate a vini passiti, e ben 152 Medaglie d'Argento. Alle selezioni di Ortona (Ch) avevano partecipato 160 Città del Vino e 330 cantine con 620 Vini.
Archeologia della vite e del vino in Etruria

Presentazioni di: Francesco Rutelli, Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali; Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana; Lio Scheggi, Presidente della Provincia di Grosseto
Introduzione di: Paolo Benvenuti, Direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino
Pagine: 280
Prezzo di copertina: 22,00 €
Attività: il Progetto Vinum
Il Convegno Internazionale di Studi «Archeologia della Vite e del Vino in Etruria» rappresenta un’occasione straordinaria per accrescere le informazioni e la conoscenza su di un ambito di ricerca di grande fascino. La prima parte del Convegno è dedicata al confronto delle diverse scuole di pensiero intorno alle ricerche archeologiche e botaniche e la loro integrazione con la biologia molecolare. La seconda parte, invece, riguarda più da vicino l’illustrazione dei risultati del «Progetto Vinum, un’indagine sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale». Si tratta di un progetto messo a punto nel 2004 grazie alla collaborazione del Comune di Scansano, della Provincia di Grosseto, della Regione Toscana e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Banca di Credito Cooperativo di Saturnia, e all’aiuto di molte aziende del territorio. L’Associazione Nazionale Città del Vino, assieme al Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università degli Studi di Siena, ai Dipartimenti di Biologia e di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano, ha promosso questa ricerca su aree dove è sopravvissuta la vite selvatica (Vitis vinifera sylvestris), nei pressi di zone archeologiche etrusche, con l’intento di mapparne il genoma, ancora rintracciabile nell’ambiente, e di capire se e come esso caratterizzi le varietà attualmente coltivate. E’ probabile che le ipotesi e gli schemi concettuali fin qui espressi, possano disegnare, da questa interazione di ricerche, nuovi scenari nella ricostruzione della storia della vite e del vino. Su questo aspetto, c’è ancora molto da indagare e il «Progetto VINUM» ha anche questa finalità: aggiungere nuovi elementi alla conoscenza sulle interazioni tra le diverse culture del vino sviluppatesi nel corso del tempo, utilizzando il metro dell’integrazione delle discipline. Del resto, come ama ripetere Attilio Scienza, non è tanto la somma delle conoscenze che fa la conoscenza, quanto la loro interazione.
Vent'anni attraverso le guide delle Città del Vino

Impaginazione grafica: Ci.Vin Srl
Immagine di copertina: Annalisa Bruno, 3° classificata al concorso per il Manifesto 2007
Finito di stampare in Italia nel mese di maggio 2007
Copyright © Ci.Vin Srl 2007
Dall’introduzione di Valentino Valentini, Presidente di Città del Vino
Ogni compleanno ha i suoi regali. E anche noi, per festeggiare i venti anni di attività dell’Associazione nazionale Città del vino, nata a Siena il 31 marzo 1987, abbiamo voluto regalarci questa pubblicazione, fra le tante iniziative intraprese nel corso dell’anno 2007. Si tratta della raccolta dei saggi introduttivi che hanno caratterizzato le diverse edizioni della nostra annuale Guida alle Città del Vino; testi che, rileggendoli oggi, alcuni a distanza di molti anni, mantengono inalterata la loro attualità. Penso, in particolare, all’introduzione che Luigi Veronelli scrisse per la guida del 1998 e di come esortasse alla conoscenza dei vitigni autoctoni, indicandoli come la grande scommessa del vino italiano. Tutti da leggere anche i profili che preparò per ogni città; più che il vino, Veronelli ha descritto ambienti, cose e persone disegnando dei quadretti coloratissimi e di grande piacevolezza narrativa. Molti gli autori di prestigio che si sono succeduti, protagonisti della scena del vino – e non solo: da Alessandro Masnaghetti a Carlo Petrini, da Burton Anderson a Jancis Robinson, da Paolo Massobrio a Davide Paolini; abbiamo anche avuto il piacere di ospitare scritti di personaggi del mondo della comunicazione del calibro di Enzo Biagi e Bruno Pizzul.
Infine il saggio di Filippo Bartolotta che nel 2007 fotografa la situazione delle Doc italiane, regione per regione. Poi la guida si è ampliata, sono aumentate le Città del Vino da segnalare; oltre al vino, si è dato spazio ai prodotti tipici e alle ricette, pubblicando in alcune edizioni delle vere e proprie mini enciclopedie del gusto. Ma con il crescere del numero dei Comuni associati, e poi anche con l’ingresso dei Soci straordinari, è stato necessario trovare una formula nuova perché sempre più difficile diventa poter parlare di quasi 600 enti territoriali, poterli descrivere compiutamente dando per ognuno cenni sufficienti sul vino e non solo. Così si è passati alla formula dell’annuario, valorizzando i progetti di marketing territoriale del Comuni, anche se già dal prossimo anno sarà inevitabile ricercare una ulteriore originale idea.
Campania - Le Città del Vino

Autore: Nino D'Antonio
Prezzo di copertina: 10,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di ottobre 2007
Copyright © Ci.Vin Srl 2007
La regione degli autoctoni si racconta grazie ad un'iniziativa editoriale di Città del Vino. L'autore Nino D'Antonio accompagna il lettore in un viaggio tra 40 comuni, per scoprirne l'enologia, la storia, il mito e le migliori produzioni tipiche.
La Campania vanta da sempre un antico primato rimasto a lungo quasi sconosciuto, quello di conservare il più ricco patrimonio di vitigni autoctoni. E' questa ricchezza ad ispirare il primo volume della collana editoriale messa in opera da Città del Vino che prenderà in rassegna le diverse regioni italiane e le loro Città 'enologiche'. Il merito dell'iniziativa editoriale va sicuramente al Coordinamento Regionale delle Città del Vino di Campania sotto la guida di Raffaele Ferraioli, presidente della Comunità Montana Penisola Amalfitana, nonché storico cantore delle bellezze di Furore che lo ricorda come suo primo cittadino. E' questo un viaggio per le Città del Vino campane, particolareggiato senza essere specialistico, analitico ma non eccessivamente tecnico; un'opera che non è la solita guida, ma - per usare le parole dello stesso Ferraioli - “è un libro capace di creare stimoli, ispirare desideri, suggerire atmosfere, esaltare i luoghi”. I testi sono affidati alla penna di Nino D'Antonio, giornalista e docente di Letteratura Italiana, un “napoletano con un patologico vizio della curiosità”, come ama lui stesso definirsi. L'autore si sofferma con garbo linguistico e approfondita conoscenza dei luoghi, sulle aree vinicole che hanno reso grande questa regione: l'Irpinia, il Sannio, Ischia, il Vesuvio, Capri e la Penisola Sorrentina, la Costa d'Amalfi, il Cilento..., terre che hanno dato il nome a celebri vini e che hanno scritto pagine importanti della storia enologica del Paese. Di ognuna il lettore scoprirà, la tradizione, il mito, gli aneddoti legati al mondo del vino, ma troverà anche un accurato approfondimento sui vitigni autoctoni e l'intera produzione enologica della zona, senza tralasciare tuttavia i tesori della ricca gastronomia campana.
Uomini & vini - venti ritratti a tutto tondo

Autore: Nino D'Antonio
Prezzo di copertina: 20,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di novembre 2007
Copyright © Ci.Vin Srl 2007
Venti ritratti di grandi uomini del Sud. Venti storie di vini, di territori, di vite ognuna a loro modo straordinarie. Nino D’Antonio, giornalista e scrittore napoletano con il “vizio della curiosità”, ha incontrato negli ultimi anni questi Signori del vino, dalla Campania all’Abruzzo, dalla Puglia alla Basilicata, dalla Calabria alla Sicilia, e ne ha raccontato vita ed opere per Terre del Vino.
Adesso questi racconti sono raccolti in un volume edito da Ci.Vin.-Associazione Nazionale Città del Vino, con il significativo titolo “Uomini & Vini - Venti ritratti a tutto tondo”. Le vicende private di questi uomini si intrecciano quasi sempre con quelle delle proprie aziende, la storia delle famiglie è spesso la storia di un territorio, le vicende umane sono le vicende di vitigni, di pezzi di terra, di passioni. Nino D’Antonio non intervista in maniera classica i protagonisti, ma intesse dialoghi che diventano colloqui vivi e conviviali, con il reciproco coinvolgimento di intervistato e intervistatore. “Un libro – si legge nella presentazione del volume firmata da Paolo Benvenuti, direttore generale di Città del Vino – che lascia scoprire con garbo il privato dei grandi protagonisti del mondo del vino, percorrendolo a ritroso dagli anni della prima gioventù a quelli consacrati dal successo”.
Guida 2006 alle Città del Vino

A cura di Paolo Massobrio
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Luigi Sacco
(copie esaurite)
538 Comuni
21 Soci Straordinari
A firmare l’edizione 2006 è il noto giornalista e critico enogastronomico Paolo Massobrio - direttore di Papillon, periodico di sopravvivenza gastronomica e autore de Il Golosario, la guida alle mille e più cose buone d'Italia - con un’ampia introduzione che richiama il mondo della vitivinicoltura italiana a rivalutare l’originalità dei nostri tanti territori: un patrimonio di centinaia di vitigni originali e altrettanti vini; il vero elemento di distinzione, non imitabile in Cina come in Australia, del made in Italy. Una riflessione articolata quella di Massobrio che non trascura le politiche di prezzo, l’effetto boomerang delle mode e della globalizzazione dei gusti, la grancassa di una comunicazione mediatica che spesso sale in cattedra.
“Il vino, nel senso di bene di alta qualità che l’Italia può far conoscere al mondo, non potrà mai essere un prodotto di massa - sottolinea Massobrio - perché ha la sua forza nell’individualità di una collina, di un territorio, di un paese”. Ed è proprio questo patrimonio che la nuova Guida alle Città del Vino intende rappresentare, il patrimonio di cultura, vitigni, itinerari enogastronomici, città, luoghi da visitare e assaporare nella rete delle 550 Città del Vino, l’associazione italiana dei Comuni Doc. “Se il consumatore non potrà permettersi il Supertuscan, riscoprirà il Chianti dei Colli Senesi; e se lo Champagne diventa proibitivo, potrà andar bene anche il Prosecco – scrive ancora Paolo Massobrio - In America già qualche avvisaglia in tal senso è arrivata. Ma questa, se è l’ora della verità chiama direttamente in causa i Comuni, le Città del Vino, che devono fissare il valore del loro bene prezioso, ossia il territorio”.
“Come sottolinea l’autore ai Comuni e alle Città del Vino spetta il compito di fissare il valore del proprio territorio, quel bene prezioso che può rendere il vino un prodotto carico di valenze culturali – aggiunge Floriano Zambon, presidente delle Città del Vino e sindaco di Conegliano Veneto (Tv) - E’ esattamente quanto l’Associazione sta facendo da vent’anni, da quel lontano 1987 anno della sua fondazione. Proprio in occasione di questo Forum Biteg abbiamo voluto far salire sul palcoscenico la filiera del territorio, i progetti, le idee, le iniziative che messe insieme l’una all’altra, come tanti pezzi di un mosaico, rendono il nostro sistema del vino più concorrenziale”.
Vitigni tradizionali ed antichi italiani

Pagine: 218
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
“Il vitigno antico o autoctono rappresenta l’elemento strutturante, una sorta di centro rituale, carico d’implicazioni economiche, politiche e simboliche”. Così Attilio Scienza introduce alla lettura del volume Vitigni Tradizionali ed antichi italiani, un’accurata rassegna del ricco patrimonio viticolo Italiano. Dal Friuli alla Sicilia, dal Nebbiolo al Negroamaro: tutte le varietà note e meno note dei vitigni che hanno caratterizzato la storia vitivinicola d’Italia e che ancora rappresentano un inestimabile patrimonio di cultura e tradizione per il Paese. Ad ogni vitigno è dedicata una schematica ed attenta descrizione della caratteristiche ampelografiche ed enologiche, della variabilità intravarietale, della zona di diffusione, ... senza chiaramente tralasciare l’origine e la storia. Una prima sezione è interamente dedicata agli antichi vitigni della Campania. Il progetto editoriale, a cura dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comitato Vinum Loci e della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e con il contributo di Ager S.C., della società Autoctono e dell’Istituto Agrario S. Michele all’Adige. La presentazione del testo è stata affidata ad Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, la prefazione è di Paolo Saturnini, past president di Città del Vino ed attuale presidente dell’editrice Ci.Vin che ha curato la parte editoriale del progetto.
Il Piano Regolatore delle Città del Vino

A cura di: Città del Vino
Pagine: 39
Prezzo di copertina: 5,00 Euro
Attività: il Piano Regolatore
Linee metodologiche per la valorizzazione dei comprensori vitivinicoli di qualità nella disciplina territoriale ed urbanistica delle aree rurali. La crescita e lo sviluppo di una Città del Vino passa attraverso scelte che non possono non tener conto del paesaggio del vino e della sua centralità nella vita e nell’ambiente generale. In quest’ottica è stato stilato nel 1997 il ‘metodo’ del Piano Regolatore del Vino: un diverso modo di intendere la programmazione urbanistica che comporta un’attenzione particolare su come gli insediamenti devono armonizzarsi con il contesto ambientale e su come la lettura del territorio da parte di chi ci vive e lavora deve diventare un sentire comune. Oltre al testo del’97, questa edizione contiene due nuovi interventi che sono stati presentati in occasione del Forum BITEG di Riva del Garda del maggio 2006, “La filiera del territorio. Per un sistema più concorrenziale”; in quella sede amministratori, architetti e comunicatori hanno affrontato proprio le tematiche legate ad uno sviluppo che sia rispettoso delle peculiarità intrinseche del territorio, ma che al tempo stesso tenga conto delle esigenze economiche e sociali di chi governa e vive nel territorio. Gli interventi sono di due architetti-urbanisti, Pier Carlo Tesi e Stefano Stanghellini (già protagonisti della prima stesura), e di un esperto di comunicazione e marketing del territorio, Riccardo Pastore.
Guida 2005 alle Città del Vino

Introduzione di Attilio Scienza
Schede a cura di Fabio Piccoli e Guido Stecchi
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Pietro Contento
519 Comuni
18 Soci Straordinari
(copie esaurite)
Dall’introduzione di Attilio Scienza
La comunicazione così come viene realizzata oggi è contro la tradizione, non perché trasmette l’effimero o il provvisorio, ma perché si appropria ed usa in modo improprio i valori che vuole mettere fuori gioco, attraverso un impiego strumentale e funzionale del linguaggio, per l’ambivalenza che secondo Freud è insita nelle parole, per cui una sola parola può designare due concetti opposti. L’origine della parola “tradizione” come è stata spiegata nella prima parte di questo scritto può rappresentare un esempio efficace. Purtroppo, questo modo di fare comunicazione porta ad una trasmissione senza memoria e senza inconscio, che rende il pubblico molto sensibile e recettivo, ma incapace di trattenere ciò che è scritto. Questo non succede se invece si dà un senso all’informazione, anche in chiave estetica, dove il senso è rappresentato dal punto di confluenza di comportamenti codificati attraverso il risultato di metodologie antropologiche, linguistiche, filosofiche, sociologiche,ecc. L’essenziale è cominciare a sottrarsi, anche nel campo della comunicazione del vino, a quel “pensiero unico” che pretende di regolare i comportamenti produttivi della cosiddetta viticoltura tradizionale, che non a torto si oppone ad una colonizzazione che tende attraverso la stampa specializzata dei Paesi del Nuovo Mondo a delegittimare i valori della tradizione della viti-enologia europea, dove il successo dei vitigni autoctoni viene comunicato come il rimpianto e la nostalgia di un’epoca passata, una moda effimera, non riconoscendo a questi vini meriti qualitativi. Viene da pensare alla metafora contenuta nella favola di Fedro della volpe e dell’uva!
Attilio Scienza
Vini e gente di Sicilia

Responsabile editoriale: Iole Piscolla
Prezzo di copertina: 10,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di marzo 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl
(copie esaurite)
La condizione a cui Nino D’Antonio tiene di più è quella di scapolo. Da ex capulo, semza cappio. Napoletano, con un patologico Vizio della Curiosità - come recita il titolo di un suo fortunato libro tira a far tardi per meglio legittimare le scialate di sonno mattutino. Già docente di Letteratura italiana, giornalista, una ventina di libri miracolosamente esauriti, una serie di documentari televisivi aggiungono poco a una vita da giramondo. Ha vinto vari premi di giornalismo: il Bassano del Grappa U.C.B.; il Vicenza Economia; il Sanremo; nonché il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio. Due suoi documentari sulla Costa d’Amalfi sono risultati vincitori al Festival Internazionale del Film Turistico. L’interesse di Nino d’Antonio per la civiltà del vino è documentata da una collezione di oltre trecento bottiglie, a partire dal 1948.
Lo spirito con cui l’Associazione nazionale Città del Vino ha affidato alla sua società di servizi Ci.vin il compito di editare questo primo libro, speriamo di una lunga serie, è quello di voler promuovere il vino e il suo mondo come elementi culturali che fanno parte del nostro vissuto quotidiano.
La collana, volutamente semplice nella sua veste editoriale, vuole suggerire al lettore (che è anche consumatore, non dimentichiamolo mai) un modo originale di avvicinarsi a questo straordinario prodotto, qualora non fosse già un appassionato cultore di cose enoiche, raccontandolo e proponendolo come “guida intellettuale” con cui sviluppare una miglior conoscenza del suo ambiente e della sua storia. Se chi ci leggerà sarà stimolato a trovare anche nella civiltà del vino il senso della qualità della vita, avremo centrato il nostro obiettivo.
Paolo Benvenuti
Direttore Generale Associazione Città del Vino
Il Vino spiegato ai miei figli

Disegni di: Sergio Staino
Prefazione di: Isabella Bossi Fedrigotti
Collana: I Grappoli
Pagine: 95
Prezzo di copertina: € 10.00
Finito di stampare in Italia nel mese di gennaio 2005
Christoph Baker è un cittadino del mondo: nato a Ginevra, cresce tra il sud della Francia, dove studia letteratura francese, e la Germania - Scrive e canta canzoni - Per tre anni gestisce un’enoteca a Boston e nell’84 approda a Roma dove vive tuttora come consulente per organizzazioni umanitarie ed ecologiche e pubblica saggi sulla critica allo sviluppo.
Lasciamo alle sue parole la descrizione sintetica di questo volume dedicato ai bambini e non solo a loro. “Sto per raccontare il vino ai miei figli. Sto per parlare di un amore e di una passione… Con queste poche pagine ho la speranza che piano piano sapranno distinguere fra un vino di qualità e uno scarso… che conosceranno il senso del limite e insieme quello del piacere…. Il mondo del vino è un mondo di conoscenze, di ricerca, di creazione. Il vino a volte rappresenta quello che l’uomo ha di più bello da offrire nel suo peregrinare terreno…”
Costa d'Amalfi. Borghi divini

Responsabile editoriale: Iole Piscolla
Impaginazione grafica: Sara Pollini, Studio Moratti
Pagine: 103
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
E’ questa un’opera editoriale promossa dalla Comunità Montana Amalfitana, in collaborazione con la Provincia e Camera di Commercio di Salerno, con il contributo delle Città del Vino di Furore, Ravello e Tramonti. Non a caso la sua stesura è stata affidata alla penna di Nino D’Antonio, giornalista e scrittore, ma soprattutto frequentatore e profondo conoscitore di questo tratto di costa che affascina da sempre milioni di turisti per la sua seducente bellezza. E’ questo un ‘viaggio intorno al vino’, che parte dalle radici delle viti elleniche, passando per le vigne curate dai monaci nel medioevo, fino alla rinascita delle campagne nel secondo dopoguerra. La descrizione del territorio e della viticoltura con le migliori etichette della produzione enologica amalfitana, fanno di questo testo una piccola guida sapiente per l’enoturista che vuole avventurarsi tra colori, profumi e sapori di questo lembo di terra dalla storia antica.
Don Calò. Racconti introrno al vino

Impaginazione grafica: Sara Pollini, Studio Moratti
Prezzo di copertina: 10,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di marzo 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl
La condizione a cui Nino D’Antonio tiene di più è quella di scapolo. Da ex capulo, semza cappio. Napoletano, con un patologico Vizio della Curiosità - come recita il titolo di un suo fortunato libro - tira a far tardi per meglio legittimare le scialate di sonno mattutino. Già docente di Letteratura italiana, giornalista, una ventina di libri miracolosamente esauriti, una serie di documentari televisivi aggiungono poco a una vita da giramondo. Ha vinto vari premi di giornalismo: il Bassano del Grappa U.C.B.; il Vicenza Economia; il Sanremo; nonché il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio. Due suoi documentari sulla Costa d’Amalfi sono risultati vincitori al Festival Internazionale del Film Turistico. L’interesse di Nino d’Antonio per la civiltà del vino è documentata da una collezione di oltre trecento bottiglie, a partire dal 1948.
Le Strade del Vino e dei Sapori 2005

Impaginazione grafica: Milc.
Prezzo di copertina: 18,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di gennaio 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl
(Copie esaurite)
Il Commento:
Ci chiediamo spesso dove risieda la forza di quel potente magnete che è l’enogastronomia. Sta nell’esperienza dei sensi. Noi conosciamo il nostro mondo perché lo percepiamo. Ebbe a dire Brillat-Svarin che giova all’umanità più un nuovo manicaretto che la scoperta di una nuova stella. A noi homo tecnologicus questo può apparire blasfemo, ma a ben vedere entrambe queste scoperte defi niscono il nostro universo, anche interiore. Ecco dunque che il lavoro di Iole Piscolla ci suggerisce i luoghi dove coltivarlo. Sono le strade del vino e dei sapori, sono i musei della nostra ruralità, sono oggi fi nalmente i siti dove nel mondo ha avuto origine la cultura del buono.
Che non è semplicemente degustare o alimentarsi, è ascoltare il linguaggio della terra che si esprime, attraverso l’umana fatica, in una sublime poetica sensoriale. Se siamo consapevoli di questo allora possiamo camminare il mondo con animo lieto e ci possiamo sorprendere perché sappiamo comprendere. Questo volume ha il pregio di raccontarci con precisione da agrimensore, con profondità di studioso, ma anche con la gioia della condivisione di una passione: l’amore per la terra, per ciò che ci dà, per coloro i quali l’albergano. Si compie così un doppio percorso: culturale e fattuale. Ed è giusto dire che via via questo libro è passato dall’essere una guida (utilissima peraltro) ad essere uno strumento di comprensione e un’isola di gustosa lettura. Credo che ogni Vinandante, qual io sono, vi possa trovare di che incuriosirsi e meditare, ed ogni cultore del buono un’occasione profi ttevole per incrementare la propria passione e condurre felicemente l’esperienza dei sensi.
Buona lettura.
Carlo Cambi
Direttore I Viaggi di Repubblica
Vinum

Impaginazione grafica: Milc.
Prezzo di copertina: 15,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di marzo 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl
Dalla prefazione di Attilio Scienza
Il «Progetto Vinum. Un’indagine sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale» nasce da una stretta collaborazione scientifica tra l’Associazione Nazionale Città del Vino, il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti (Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche) dell’Università di Siena e i Dipartimenti di Biologia, Sezione di Botanica Generale e di Produzione Vegetale (Insegnamento di Viticoltura) dell’Università di Milano. Il Progetto è stato fi nanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e intende mettere in luce, con tecnologie avanzate, la persistenza della vite nel paesaggio vegetale dell’Etruria propria, partendo dalla caratterizzazione del genoma della vite silvestre. Questo volume raccoglie i contributi di un primo Seminario di studio (tenutosi a Castelnuovo Berardenga, nel giugno 2004), nel quale gli studiosi coinvolti nel Progetto, insieme a specialisti di diversa formazione, hanno posto a confronto esperienze, metodi e prospettive di ricerca nei rispettivi campi dell’archeologia, della botanica e della biologia molecolare. I risultati del Seminario aprono un nuovo orizzonte, del tutto sperimentale, sulla possibilità di considerare la natura come uno scrigno contenente preziose e stratifi cate informazioni storiche da individuare, interpretare e conservare anche con nuovi strumenti di tutela ambientale.
Atlante dei vini passiti italiani

Università degli Studi di Milano, Facoltà di Agraria - Di.Pro.Ve.
Coordinamento scientifico: Paolo Krasnig, Luca Toninato
Collaborazione: Riccardo Pastore, Agriprojects
Pagine: 280
Prezzo di copertina: 35,00 Euro
Il presente volume è la prima pubblicazione di uno studio scientifico curato dalla Fondazione Vini Passiti di Montefalco e Città del Vino ed è in vendita dallo scorso novembre in tutte le librerie. L’Atlante dei Vini Passiti Italiani nasce da un lavoro di ricerca finanziato dalla “Fondazione Centro Nazionale Vini Passiti” e dal “Gal Valle Umbra e Sibillini” nell’ambito di un’iniziativa Leader Plus - piano di sviluppo locale - dal titolo “Le valli di qualità”. La ricerca ha coinvolto la società cooperativa Ager di Milano, con i ricercatori Paolo Krasnig e Luca Toninato; il professore di Coltivazioni Arboree dell’Università di Milano, Attilio Scienza, in veste di coordinatore scientifico dello studio; e l’esperto di marketing vitivinicolo Riccardo Pastore, di Agriproject.
L’ opera nasce grazie ad un piano di ricerca del Centro Nazionale Vini Passiti, con sede a Montefalco, progetto realizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino. L’opera, pubblicata da Edizioni Gribaudo, tratta con dovizia di particolari il panorama dei passiti italiani, con schede informative sui metodi d’appassimento, i vitigni, le caratteristiche dei territori d’origine, le proprietà enologiche e sensoriali dei vini, fornendo anche un elenco di produttori e un ricco corredo fotografico.
L’Atlante dei Vini Passiti Italiani è il risultato di un lavoro di ricerca finanziato dalla Fondazione Centro Nazionale Vini Passiti e dal Gal Valle Umbra e Sibillini, attraverso l’iniziativa leader plus “Le valli della qualità”. I contributi scientifici sono del professor Attilio Scienza, dell’Università di Milano, coordinatore scientifico del progetto; di Paolo Kransig e Luca Toninato, della cooperativa Ager; dell’Università di Milano, dipartimento di Produzioni Vegetali e infine di Luca Pollini, dell’Enoteca Italiana di Siena, per la parte legislative sui disciplinari di produzione. L’importanza storica dei passiti è testimoniata dai ritrovamenti di mosti cotti risalenti a 5 mila anni fa tra il Tigri e l’Eufrate, dove ebbero origine i vini dolci, che incontrarono molta fortuna presso le civiltà antiche per la loro conservabilità. Oggi la cultura mediterranea utilizza il sole per l'appassimento delle uve, la viticoltura atlantica ricorre a un fungo, la botrite, mentre in alcune regioni del Nord Europa si ottengono eiswein, vini del ghiaccio, attraverso la concentrazione a freddo.
Uva e Vino, le proprietà delle più piccole molecole

Finito di stampare nel Novembre 2005
A cura di Mara Rossoni
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
La pubblicazione fa parte del Programma di ricerca, "Caratterizzazione varietale ed intravarietale di cultivar di vite e valorizzazione mediante incrementi di resveratrolo e suoi derivati", cofinanziato da Miur e coordinato dal Dipartimento di Produzione Vegetale dell'Università di Milano.
Sono passati alcuni anni da quando i primi lavori scientifici pubblicati hanno dimostrato che il vino, se bevuto nei modi corretti e appropriati, sicuramente non fa male; anzi, può avere effetti positivi sulla salute umana. Alcuni di questi studi rappresentano ancora oggi dei punti di riferimento per chi voglia approfondire questo argomento, come il Lyon Diet Heart Study del 2001 o il Mediterranean Diet, Traditional Risk Factors, and the Rate of Cardiovascular Complications After Myocardial Infarction del 1999; si tratta di ricerche che, nell’ambito del rapporto tra vino e salute, hanno aiutato a spiegare anche ad un pubblico vasto gli effetti benefici del vino rosso per il cuore e l’apparato cardiocircolatorio in generale. Successive ricerche sono state condotte da Università ed Istituti un po’ in tutto il mondo, e inoltre sono sorte associazioni importanti, come “Vino e salute” recentemente costituitasi a Montalcino, presieduta dal dott. Stefano Ciatti.
La pubblicazione del lavoro di Mara Rossoni è un ulteriore contributo alla conoscenza, per il suo valore scientifico e per la qualità della ricerca svolta dal Dipartimento di produzione vegetale dell’Università degli Studi di Milano, coordinatore del più ampio progetto “Caratterizzazione varietale e itravarietale di cultivar di vite (Vitis vinifera) e valorizzazione mediante incrementi di resveratrolo e suoi derivati”.
L’Associazione Nazionale Città del Vino, con questa iniziativa editoriale, conferma il suo impegno alla diffusione della cultura del vino e alla conoscenza dei territori ad esso legati. Ulteriori esempi sono l’iniziativa realizzata in collaborazione con Coldiretti (“Conoscere il vino fa bene alla salute”) volta a far apprezzare soprattutto tra i giovani gli effetti salutistici della bevanda, e il Progetto Vino in corso d’opera con l’Istituto Nazionale per gli Alimenti e la Nutrizione, ideato per informare sull’uso moderato e consapevole del bere bene.
Vini da vedere - 2006

Pagine: 218
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
“Il vitigno antico o autoctono rappresenta l’elemento strutturante, una sorta di centro rituale, carico d’implicazioni economiche, politiche e simboliche”. Così Attilio Scienza introduce alla lettura del volume Vitigni Tradizionali ed antichi italiani, un’accurata rassegna del ricco patrimonio viticolo Italiano. Dal Friuli alla Sicilia, dal Nebbiolo al Negroamaro: tutte le varietà note e meno note dei vitigni che hanno caratterizzato la storia vitivinicola d’Italia e che ancora rappresentano un inestimabile patrimonio di cultura e tradizione per il Paese. Ad ogni vitigno è dedicata una schematica ed attenta descrizione della caratteristiche ampelografiche ed enologiche, della variabilità intravarietale, della zona di diffusione, ... senza chiaramente tralasciare l’origine e la storia. Una prima sezione è interamente dedicata agli antichi vitigni della Campania. Il progetto editoriale, a cura dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comitato Vinum Loci e della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e con il contributo di Ager S.C., della società Autoctono e dell’Istituto Agrario S. Michele all’Adige. La presentazione del testo è stata affidata ad Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, la prefazione è di Paolo Saturnini, past president di Città del Vino ed attuale presidente dell’editrice Ci.Vin che ha curato la parte editoriale del progetto.
Le Strade del Vino e dei Sapori

Fotolito e stampa: Pacini Industrie Grafiche per conto di Edifir - Edizioni Firenze
Prezzo di copertina:15,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di Gennaio 2004
Copyright © 2004 Ci.Vin Srl
Dall’intoduzione di Giacomo Tachis
Bellissimo percorrere le strade del vino! Esse sono segni di unità, di fraternità, di comunicazione sociale, culturale, scientifica, religiosa e soprattutto di “comunicazione umana”. E, al di là di tutto, le strade sono anche segni di unità fisica nel senso più ampio dell’espressione. Le strade, i viottoli, i sentieri, il “camminare” in generale dischiudono i nostri sensi e acuiscono le nostre percezioni sensoriali, consegnandoci un patrimonio preziosissimo composto da mille sapori, aromi e colori, che affina e arricchisce il nostro spirito. Esso rende più stretto quel legame tra sensi e sensibilità, che connette la dimensione corporale, fisica dell’uomo, a quella intellettuale. I sensi infatti sono le porte dell’intelletto. Il sentire sta in noi, ma non dipende da noi. Non per nulla Levi-Strauss ha detto che un cibo deve prima di tutto essere pensato buono ancor prima di essere consumato buono.
Le strade del vino rappresentano un’affermazione umana e culturale di alto ed ampio valore.
Come il vino, anche le sue strade fungono da elemento conduttore di incontri, di comunicazioni, di scambi di informazioni e in particolare agiscono sul “palato civile” degli uomini. Le strade del vino inoltre svolgono un altro ruolo importantissimo: non solo rappresentano una fra le espressione più esplicite dell’influenza dell’attività umana sul paesaggio, ma il loro percorrerle permette all’uomo di apprendere e di avvicinarsi alle “impronte storiche” del passato, il cui ambiente non soltanto è modificato dalle varie attività economiche, ma anche da azioni determinate da una forte motivazione spirituale. Questo “patrimonio culturale” che si potrebbe persino definire “patrimonio geoantropico” si compone del paesaggio stesso, ma proprio in funzione di questo “antropico”, anche di risorse e capacità umane amate dal quel turistaviaggiatore dai “sensi sviluppati” e dall’intelletto curioso e vivace, desideroso di conoscere nuove realtà olfattive e gustative.
Il mare, la costa, le isole gli scogli pittorici oltre a incantare gli occhi e la mente offrono una ricchezza di tradizioni che talvolta affondano le proprie radici nel mito. La storia ce lo racconta per filo e per segno e il paesaggio ancora di più Le carte, gli itinerari e quindi il sistema viario delle strade del vino, servono in vario modo alla lettura e all’interpretazione del paesaggio, soprattutto dei paesaggi del passato che contengono molti degli elementi strutturali attuali. Esse rappresentano un bene culturale o meglio, geo-culturale comodo e sintetico. Usiamole dunque, tenendo di conto che le percezioni simboliche, se ben radicate, non muoiono; e le carte ci guidano in questa riscoperta, oltre naturalmente ad istruirci sulla dinamica spaziale delle nostre regioni costiere e non.
Dizionario dei vitigni antichi minori italiani

Fotolito e stampa: Tap Grafiche spa.
Prezzo di copertina:22,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di Marzo 2004
Copyright © 2004 Ci.Vin Srl
Dall’introduzione di Attilio Scienza
Voci del silenzio e vitigni silenti: diversità linguistica e varietale
Nel mondo 6.000 lingue sono parlate dal 10% della popolazione
In Caucaso si perdono in modo irrimediabile 100 vitigni all’anno
In Italia 10 vitigni coprono il 50% della superficie vitata
In Italia su circa 1.000 vitigni presenti se ne possono coltivare circa 350.
Per meglio comprendere le ragioni culturali che hanno portato alla progressiva scomparsa di numerose varietà autoctone ed al relativo impoverimento genetico del nostro patrimonio viticolo, può esserci d’aiuto il confronto con ciò che è accaduto nel corso della storia in ambito linguistico. Così come ogni cultura locale ha ideato dei fonemi e degli idiomi per esprimere i concetti propri delle genti che ne facevano parte, così la viticoltura ha nel corso dei secoli scelto delle varietà che, meglio di altre, si adattassero alle proprie necessità ed alle prerogative degli ambienti nei quali esse venivano coltivate. I vitigni ed i vini che se ne ricavavano sono così diventati nel tempo i vettori di espressione del territorio, sia nella sua componente genetica, costituita dalla varietà, sia in quella culturale, rappresentata dalle pratiche viticole e dalle tecniche enologiche. Poi, però, qualcosa è cambiato. E così come il contatto e la mescolanza con popoli e culture lontane ha portato ad una assimilazione delle loro lingue alla nostra, ugualmente i vitigni stranieri hanno cominciato prima ad affiancarsi e in seguito a sostituirsi ai nostri. Nello stesso modo dunque in cui alcune lingue o alcuni dialetti sono completamente scomparsi, essendo stato abbandonato il loro uso da parte delle nuove generazioni, analogamente alcune varietà minori delle zone viticole marginali si sono gradualmente estinte, lasciando il posto a nuove varietà internazionali. La scomparsa di un vecchio vitigno, come la morte di una lingua, è dunque un fenomeno collettivo: così come è l’intero corpo sociale che cessa di parlare una lingua, è l’intera tradizione viticola ed enologica che muore e si trasforma. Ecco dunque il passaggio dalle popolazioni varietali ai cloni (ulteriore contributo all’erosione genetica della specie); l’adozione indiscriminata di tecniche enologiche importate dall’estero; l’omologazione del gusto a standard dettati dal mercato. Tutte scelte finalizzate alla riduzione della complessità e dei rischi di un’attività produttiva. Esattamente il contrario di ciò che è indispensabile fare con i vini autoctoni, dove non esistono scorciatoie alla necessità di comunicare in maniera chiara ai consumatori il valore intrinseco dei prodotti: la loro storia, il territorio che essi esprimono, le loro peculiarità organolettiche. Sforzandosi di parlare il loro dialetto.
I parchi ed il turismo enogastronomico

Coordinamento editoriale: Valdà Consultino
Ricerca e redazione: Marzio Barbieri, Paolo Benvenuti, Susanne Berchtold, Valentina Bernardelli, Luigi Franchi, Iole Piscolla
Con il contributo del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio
Pagine: 469
Immagine di copertina: Andrea Samaritani – Meridiana Immagini
Prezzo di copertina: Volume non in commercio
(copie esaurite)
Questa pubblicazione allarga la conoscenza degli itinerari enogastronomici fino all’interno dei parchi nazionali, partendo da elementi di forte connotazione territoriale quali vini e vitigni autoctoni. Ogni parco che ha aderito al progetto elaborato dall’Associazione Città del Vino, è descritto nelle sue caratteristiche geografiche ed ambientali; in particolare è indicato un itinerario enogastronomico che racchiude le produzioni tipiche del territorio e alcuni indirizzi utili per l’organizzazione di una visita. La descrizione è completata da un approfondimento sui vitigni storici ed autoctoni presenti in ogni parco, con segnalazione in ogni scheda delle Città del Vino all’interno dell’area interessata e quelle limitrofe nel raggio di venti chilometri.
Vini da vedere - La Selezione del Sindaco

Redazione: Alessandra Calzecchi Onesti
Prezzo di copertina:15,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di Novembre 2004
Copyright © 2004 Ci.Vin Srl
L'edizione 2005 della Guida VINI DA VEDERE riporta le aziende, i vini e i Comuni selezionati in occasione del Concorso Internazionale “la Selezione del Sindaco 2004” (Alba, 21-23 maggio 2004).
La guida si apre con la firma del Vicesindaco Mariapia Garavaglia, che ha già premiato aziende e comuni vincitori del Concorso il 28 settembre scorso durante la cerimonia svoltasi al Roseto Comunale, che ha scritto la presentazione del volume, patrocinato dall’Ufficio Turismo della Capitale. La Guida, distribuita in libreria dal Touring Club, raccoglie tutti i vini con punteggio superiore agli 80/100 selezionati e valutati da Commissioni Internazionali di degustazione per la terza edizione della Selezione del Sindaco, l'unico Concorso Internazionale patrocinato dall'O.I.V.
che vede partecipare insieme Comuni e vini prodotti in quantità limitate nei territori delle Città del Vino e a forte vocazione vitivinicola. Una formula innovativa di marketing territoriale, che si discosta dai tradizionali concorsi enologici perchè, per la prima volta, ha creato un sodalizio inscindibile tra azienda/vino e territorio/comune. Un’azienda può, infatti, candidare al concorso un proprio vino solo se il Comune dove i vigneti risiedono partecipa formalmente alla manifestazione. Da Agliè a Zola Predosa, da un Petite Arvine ad un Nero d'Avola, per un totale di 151 Comuni, 360 Aziende, 490 Vini, 70 Vitigni nativi, 80 Medaglie d’Oro e 92 Medaglie d’Argento: la Guida propone un viaggio tra le Terre del Vino con i vini e i vitigni che le rappresentano, facendo delle produzioni vitivinicole di qualità un piacevole spunto per un turismo nei luoghi ai margini di circuiti turistici ed enogastronomici tradizionali.
Quest’anno la Guida esce con il patrocinio del Comune di Roma, Città del Vino dal 2003, che ha voluto testimoniare l’adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino condividendo in pieno le finalità della manifestazione che in maggior misura lega i territori del vino con il tessuto economico che ne esprime uno dei massimi gradi di qualità.
Bacco e le Muse

A cura di: Città del Vino
Editrice: Edizioni Pendragon
Pagine: 109
Prezzo di copertina: 22,00 Euro
(copie esaurite)
Quando il vino ispira… Poesie, racconti e dipinti
Un calice di vino è in grado di evocare emozioni che anche un dilettante della penna o del pennello può rappresentare nella propria opera con apprezzabile capacità.
Questo libro è proprio una raccolta di poesie, racconti, dipinti ispirati al vino e al suo mondo.
I contenuti – inediti - in particolare sono di autori provenienti da tutta Italia che hanno partecipato ad un concorso cui hanno aderito oltre trecento scrittori; una giuria di esperti ha selezionato i cinque scritti vincitori e segnalato i 45 migliori testi che sono raccolti in questo volume.
I brani sono intervallati da cinquanta opere d’arte contemporanea (dipinti e sculture) che completano l’opera facendone un esempio di come il vino sia profondamente legato alla cultura in ogni ambito.
Guida 2004 alle Città del Vino

Introduzione di Jancis Robinson
Schede a cura di Fabio Piccoli
Ci. Vin Editore
Copertina: Giancarlo Rolandi
511 Comuni
11 Soci Straordinari
(copie esaurite)
Dall’introduzione di Jancis Robinson
Cosa mi piace del vino italiano Quello che mi piace di più del vino italiano è... l’Italia.
Io ho avuto la fortuna di poter visitare quasi ogni paese del mondo che produce vino, ad ogni livello (e oggi vi includo anche Cina e Brasile), ma non conosco nessun altro posto in grado di realizzare vini con un mix così bello ed eccitante tra ciò che offre la Natura e ciò che l’uomo crea come l’Italia. Da nessuna parte ho mai trovato quella speciale combinazione che unisce un paesaggio sorprendente ad un’architettura che commuove, come in Italia. Come donna inglese e turista curiosa dell’Italia (l’Italia è l’unica destinazione vacanziera che appassiona i cinque membri della mia famiglia, per varie ragioni: estetiche, sportive, modaiole e gastronomiche) spesso mi domando se gli italiani stessi sono consapevoli dell’unicità del proprio paese. Deve essere meraviglioso vivere costantemente circondati dai segni della sensibilità estetica e dell’abilità architettonica delle generazioni passate. E, naturalmente, all’interno di questi meravigliosi edifici ci sono spesso dipinti e statue così sofisticati e venerabili che il Nuovo Mondo, affermano i produttori di vino, può solo sognare di possedere (credo che il produttore medio di vino nella Napa Valley farebbe di tutto per avere uno dei tantissimi dipinti che abbelliscono gran parte delle chiese italiane). Ma non sono solo una costruzione sacra, un duomo famoso o i grandi palazzi che danno all’Italia quel fascino speciale. Sono anche i portici, gli archi, le colonne, i balconi o una finestra in qualche angolo grazioso. Noi adoriamo i vostri vicoletti, le piazze, le scalinate ripide e tutte quelle piccole cose che gli italiani del passato hanno realizzato, e che probabilmente gli italiani di oggi ignorano.
Ma non è solo un fenomeno puramente storico. Gli italiani, forse più delle altre popolazioni, continuano a voler “influenzare” il mondo secondo lo stile e la forma, e persino l’industria del vino italiano si fregia di alcune costruzioni dedicate al mondo del vino estremamente all’avanguardia. Per noi, che non siamo italiani, tutta questa bellezza si riflette in qualche modo in ogni bottiglia di vino italiano.
Il Vinsanto in Toscana

Editrice: Ci.Vin
Pagine: 182
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
Il Vin Santo è un vino passito cui i toscani hanno da sempre dedicato particolare attenzione.
La sua produzione oggi interessa tutto il territorio della regione.
Giacomo Tachis, enologo di fama internazionale, racconta in questo volume, come si arriva ad ottenere questo vino - prezioso viste peraltro le limitate quantità che se ne producono – a partire dalla scelta delle migliori uve sino alla loro lenta dolcificazione e maturazione, dalla selezione dei lieviti, all’uso del caratello.
L’autore non trascura nemmeno il profilo storico del Vin Santo con citazioni da documenti che richiamano ai primi vini dolci del Mediterraneo.
Guida 2003 alle Città del Vino

Introduzione di Bruno Pizzul
A cura di Guido Stecchi, Susanna Bruni, Walter
Peruzzi
Per i testi dei prodotti tipici e delle ricette hanno collaborato:
Isabella Bertario, Luciano Imbriani, Isabella Monaco
Ci.Vin Editore
Copertina: Paola Hage Chenine
484 Comuni
(copie esaurite)
Dall’introduzione di Bruno Pizzul
VINO, PATRIMONIO DA CONOSCERE E GODERE
E se, sfuggendo alle sirene ammaliatrici del turismo superorganizzato, decidessimo di andare a zonzo senza una meta prestabilita, quasi all’avventura, per inventarci stimolanti itinerari personali? Bella scoperta, direte, ma ci vuol tempo, capacità di adattarsi, garanzia di trovare qualcosa che valga davvero la pena. Remore e preoccupazioni ovvie, ma dalle nostre parti si può, non c’è altro Paese al mondo in cui sia praticabile un estemporaneo nomadismo vacanziero altrettanto allettante. Pochi chilometri ed ecco il nuovo, il diverso altri paesaggi, la parlata, le abitudini, la storia, la cucina, il vino. Un autentico patrimonio da conoscere e godere, lì, a portata di mano, ma spesso ci facciamo incantare da richiami più esotici e da soluzioni vacanziere di massa. Con l’illusione che una conchiglia comprata su una bancarella di Cancun sia più “in” di una buona bottiglia (rima involontaria) scovata presso qualche vignaiolo nostrano. Poi, naturalmente, ognuno si regoli come crede. Dirò, tuttavia, di un vecchio e piccolo sogno personale che ho da sempre coltivato, andarmene in giro piano piano in bicicletta, da un paese all’altro, per respirare e annusare le mutevoli atmosfere che ci regalano le nostre contrade
Bruno Pizzul
Guida 1989 alle Città del Vino

Realizzazione: Studio Archimede, Asti
Disegno di copertina: Giancarlo Ferrarsi
66 Comuni
(copie esaurite)
La valorizzazione del turismo nelle aree viticole specializzate e la crescita della cultura sono già tra gli scopi primari della Associazione Nazionale “Città del Vino”. Ed ecco, in occasione del secondo anniversario della vita dell’Associazione, questa guida turistica che segnala le città associate, che si distinguono, fra i centri del vino, per tradizione, professionalità e qualità. La guida è redatta in forma sintetica ma contiene molte interessanti proposte. Sono paesaggi con l’architettura dei vigneti; città fatte d’arte e di storia; manifestazioni antiche e nuove. Le testimonianze e le espressioni, insomma, della civiltà del vino. Da terre benedette da Dio il lavoro appassionato ed intelligente dell’uomo ha saputo trarre questo prodotto che è una delle cose più belle. A patto di saperlo scoprire e gustare, naturalmente. Il nostro invito non è per la massa anche se è per tutti. Queste città, questi territori si visitano a piccoli gruppi, con calma, con rispettosa attenzione. Ma di certo attorno alla bottiglia, e alla gastronomia più valida che l’accompagna, si coglieranno sensazioni rare e valori profondi.
Il Presidente
Tomaso Zanoletti
Guida 1994 alle Città del Vino

113 Comuni
A cura di Elio Archimede
Musumeci Editore
Grafica di copertina: Arnaldo Tranti Design
Fotografia di copertina: Dettaglio di un affresco raffigurante San Vincenzo, patrono dei viticoltori (Enzio Sanguinetti)
(copie esaurite)
Un turismo specializzato del gusto, alla ricerca dei vini migliori, sta crescendo nelle consuetudini di italiani e stranieri visitatori dell’Italia. Il nostro paese, oltre ad essere un eccezionale giacimento di opere d’arte e di monumenti storici, è anche uno straordinario mosaico di prodotti vinicoli differenziati, talvolta di piccola o piccolissima dimensione quantitativa, ma indicativi di una diversità che è pregio, creatività, valore. Le Città del Vino sono una felice sintesi di storia del territorio, di immagine culturale, di selettività qualitativa. È in collaborazione con la loro Associazione nazionale, impegnata ora in un processo di sviluppo europeo, che nasce questa Guida per visitatori appassionati, alla cui attenzione si sottopone una prima essenziale informazione sulle tradizioni vitivinicole dei 113 Comuni italiani associati. Alcune essenziali documentazioni statistiche riportate nelle schede comunali consentono di conoscerne dimensioni e caratteri territoriali, intensità di coltivazione del vigneto, qualificazione doc e docg, disponibilità di enoteche pubbliche e di musei del vino. Le schede comunali sono raggruppate per itinerari di varia dimensione in ordine alfabetico itinerario per itinerario; punti di riferimento sono le regioni geografiche omogenee. Ciascun itinerario può essere percorso in genere in una sola giornata, ma è consigliabile una visita più attenta, perché il vino ama i tempi giusti di conoscenza, la serena degustazione, l’accompagnamento ai cibi tipici del territorio, un contatto diretto e approfondito con la gente e il paesaggio dell’area produttiva. Per vivere al meglio il proprio tempo, le sue stagioni e l’evoluzione della civiltà del vino, alla cui celebrazione l’Associazione Città del Vino ha dedicato l’anno 1994.
Elio Archimede
Guida 1996 alle Città del Vino

Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Renato Sala
188 Comuni
Guida 1997 alle Città del Vino

Cronache: Alessandra Pizzaballa
Coordinamento: Marc Tibaldi
Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Renato Sala
243 Comuni
Guida 1999 alle Città del Vino

Coordinamento: Paolo Corbini
Prodotti tipici: Rocco Lettieri
Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Fabrizio Tronfi
306 Comuni
Guida 2000 alle Città del Vino

A cura di Burton Anderson
Hanno collaborato:
per i vini: Alessandro Masnaghetti
per le città: Paolo Corbini
per i prodotti tipici: Rocco Lettieri
Ci.Vin Editore
Copertina: Renato Floris
351 Comuni
(copie esaurite)
Dall’introduzione di Burton Anderson
Il mio contributo alla guida Le Città del Vino 2000 vorrebbe offrire una visione d’insieme del passato, presente e futuro del vino italiano interpretata da uno straniero. Nel tempo che la mia analisi prendeva forma, mi sono reso conto di essere da molti anni troppo coinvolto nel tema per affrontarlo con gli occhi di un disinteressato osservatore esterno. L’argomento è senza dubbio assai vasto e complesso e la sfida che avevo raccolto era di fare affidamento al mio senso di sintesi giornalistica al fine di illustrare una realtà in modo approfondito e succinto. Nel valutare i possibili tipi di approccio all’argomento, ho ritenuto che un lungo resoconto convenzionale sarebbe potuto risultare alquanto tedioso, e ho quindi optato per uno stile che spero sia più stimolante: un’intervista con me stesso. Ne consegue una serie di domande, risposte, commenti ed opinioni accorate che riassumono le mie esperienze personali con il vino italiano nel corso di quasi quanta anni.
Guida 2002 alle Città del Vino

A cura di Carlo Petrini e Guido Stecchi
I testi delle introduzioni sui vini regionali sono a cura dei responsabili Slow Food: Antonio Attorre, Walter Bordo, Michele Bruno, Fabrizio Russo, Giorgio Canonica
Hanno collaborato per i testi sui prodotti tipici Isabella Monaco e Isabella Bertario
Ci.Vin Editore
Copertina: Francesco Panico, Guido Pigni
407 Comuni
(copie esaurite)
Dall’introduzione di Enzo Biagi
Oggi che le bandiere dei vini italici sono diventate un vessillo d’araldica da esibire gonfiando il petto, non c’è territorio che non sgomiti per far vedere quanto sventola alta anche la propria. Il legame profondo che si è creato fra il fascino di un’etichetta e l’ulteriore appela che ci regala la conoscenza del territorio da cui proviene, ha tracciato il primo e fondamentale solco verso un nuovo modo d’intendere l’agricoltura contemporanea. Preso atto di questa positiva evoluzione, è utile non dimenticarci del recente passato: non serve andare indietro troppi decenni per ricordare il mondo rurale svilito a miniare di un’agricoltura massiva in cui ad arricchirsi erano soltanto in pochi, senza nessun rispetto per le infinite diversità delle nostre campagne, nessuna gratificazione morale ed economica per i contadini, e men che mai nessun beneficio per i territori circostanti. Le Città del Vino hanno annodato – un’operazione al tempo stesso utile e profetica – un cordone che oggi lega l’enologia del contado con la cinta muraria dei centri urbani, la nobiltà (finalmente!) di un frutto di lavoro agricolo con le opere d’arte dei musei, con gli scorci di antiche strade cittadine e, perché no, con le botteghe che si affacciano in quelle vie, ultimo tassello della filiera alimentare di una regione. È la scoperta di una cultura a 360 gradi, che non dimentica qualsivoglia espressione di una terra e concilia tutte le voci e tutti i prodotti, che dal matrimonio traggono reciproci vantaggi.
Enzo Biagi