Pubblicazioni di settore

Tra i suoi compiti specifici l’Associazione trova sicuramente in quello tecnico-divulgativo una delle ragioni fondanti della sua esistenza ed un indubbio punto di forza. Moltissime le pubblicazioni prodotte in questi anni, qui raccolte e riproposte in una classificazione sia per anno, che per tipologia.

Lo fa con un’insieme di prodotti editoriali che, a partire dalla Guida/Annuario annuale delle Città del Vino, spaziano appunto dalla descrizione dei luoghi e dei territori del vino, ad ambiti più specifici e di carattere scentifico, come la zonazione dei vitigni antichi o i problemi normativi relativi denominazioni d’origine.

Tutte le pubblicazioni, realizzate dall’Associazione Città del Vino sono edite dalla sua editrice Ci.Vin. srl o, di volta in volta, da quei partner identificati come più adatti a trasmettere idee e nuove conoscenze nel mondo del vino e della promozione dei territori ad esso vocati.


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Archeologia della vite e del vino in Etruria

2007
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione
A cura di: Andrea Ciacci, Paola Rendini, Andrea Zifferero
Presentazioni di: Francesco Rutelli, Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali; Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana; Lio Scheggi, Presidente della Provincia di Grosseto
Introduzione di: Paolo Benvenuti, Direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino
Pagine: 280
Prezzo di copertina: 22,00 €

Attività: il Progetto Vinum


Il Convegno Internazionale di Studi «Archeologia della Vite e del Vino in Etruria» rappresenta un’occasione straordinaria per accrescere le informazioni e la conoscenza su di un ambito di ricerca di grande fascino. La prima parte del Convegno è dedicata al confronto delle diverse scuole di pensiero intorno alle ricerche archeologiche e botaniche e la loro integrazione con la biologia molecolare. La seconda parte, invece, riguarda più da vicino l’illustrazione dei risultati del «Progetto Vinum, un’indagine sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale». Si tratta di un progetto messo a punto nel 2004 grazie alla collaborazione del Comune di Scansano, della Provincia di Grosseto, della Regione Toscana e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Banca di Credito Cooperativo di Saturnia, e all’aiuto di molte aziende del territorio. L’Associazione Nazionale Città del Vino, assieme al Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università degli Studi di Siena, ai Dipartimenti di Biologia e di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano, ha promosso questa ricerca su aree dove è sopravvissuta la vite selvatica (Vitis vinifera sylvestris), nei pressi di zone archeologiche etrusche, con l’intento di mapparne il genoma, ancora rintracciabile nell’ambiente, e di capire se e come esso caratterizzi le varietà attualmente coltivate. E’ probabile che le ipotesi e gli schemi concettuali fin qui espressi, possano disegnare, da questa interazione di ricerche, nuovi scenari nella ricostruzione della storia della vite e del vino. Su questo aspetto, c’è ancora molto da indagare e il «Progetto VINUM» ha anche questa finalità: aggiungere nuovi elementi alla conoscenza sulle interazioni tra le diverse culture del vino sviluppatesi nel corso del tempo, utilizzando il metro dell’integrazione delle discipline. Del resto, come ama ripetere Attilio Scienza, non è tanto la somma delle conoscenze che fa la conoscenza, quanto la loro interazione.

Atlante dei vini passiti italiani

2005
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione
A cura di: Prof Attilio Scienza
Università degli Studi di Milano, Facoltà di Agraria - Di.Pro.Ve.
Coordinamento scientifico: Paolo Krasnig, Luca Toninato
Collaborazione: Riccardo Pastore, Agriprojects
Pagine: 280
Prezzo di copertina: 35,00 Euro


Il presente volume è la prima pubblicazione di uno studio scientifico curato dalla Fondazione Vini Passiti di Montefalco e Città del Vino ed è in vendita dallo scorso novembre in tutte le librerie. L’Atlante dei Vini Passiti Italiani nasce da un lavoro di ricerca finanziato dalla “Fondazione Centro Nazionale Vini Passiti” e dal “Gal Valle Umbra e Sibillini” nell’ambito di un’iniziativa Leader Plus - piano di sviluppo locale - dal titolo “Le valli di qualità”. La ricerca ha coinvolto la società cooperativa Ager di Milano, con i ricercatori Paolo Krasnig e Luca Toninato; il professore di Coltivazioni Arboree dell’Università di Milano, Attilio Scienza, in veste di coordinatore scientifico dello studio; e l’esperto di marketing vitivinicolo Riccardo Pastore, di Agriproject.

L’ opera nasce grazie ad un piano di ricerca del Centro Nazionale Vini Passiti, con sede a Montefalco, progetto realizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino. L’opera, pubblicata da Edizioni Gribaudo, tratta con dovizia di particolari il panorama dei passiti italiani, con schede informative sui metodi d’appassimento, i vitigni, le caratteristiche dei territori d’origine, le proprietà enologiche e sensoriali dei vini, fornendo anche un elenco di produttori e un ricco corredo fotografico.

L’Atlante dei Vini Passiti Italiani è il risultato di un lavoro di ricerca finanziato dalla Fondazione Centro Nazionale Vini Passiti e dal Gal Valle Umbra e Sibillini, attraverso l’iniziativa leader plus “Le valli della qualità”. I contributi scientifici sono del professor Attilio Scienza, dell’Università di Milano, coordinatore scientifico del progetto; di Paolo Kransig e Luca Toninato, della cooperativa Ager; dell’Università di Milano, dipartimento di Produzioni Vegetali e infine di Luca Pollini, dell’Enoteca Italiana di Siena, per la parte legislative sui disciplinari di produzione. L’importanza storica dei passiti è testimoniata dai ritrovamenti di mosti cotti risalenti a 5 mila anni fa tra il Tigri e l’Eufrate, dove ebbero origine i vini dolci, che incontrarono molta fortuna presso le civiltà antiche per la loro conservabilità. Oggi la cultura mediterranea utilizza il sole per l'appassimento delle uve, la viticoltura atlantica ricorre a un fungo, la botrite, mentre in alcune regioni del Nord Europa si ottengono eiswein, vini del ghiaccio, attraverso la concentrazione a freddo.

Dizionario dei vitigni antichi minori italiani

2004
Pubblicazioni di settore
Responsabile Editoriale: Iole Piscolla
Fotolito e stampa: Tap Grafiche spa.
Prezzo di copertina:22,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di Marzo 2004
Copyright © 2004 Ci.Vin Srl


Dall’introduzione di Attilio Scienza
Voci del silenzio e vitigni silenti: diversità linguistica e varietale

Nel mondo 6.000 lingue sono parlate dal 10% della popolazione
In Caucaso si perdono in modo irrimediabile 100 vitigni all’anno
In Italia 10 vitigni coprono il 50% della superficie vitata
In Italia su circa 1.000 vitigni presenti se ne possono coltivare circa 350.

Per meglio comprendere le ragioni culturali che hanno portato alla progressiva scomparsa di numerose varietà autoctone ed al relativo impoverimento genetico del nostro patrimonio viticolo, può esserci d’aiuto il confronto con ciò che è accaduto nel corso della storia in ambito linguistico. Così come ogni cultura locale ha ideato dei fonemi e degli idiomi per esprimere i concetti propri delle genti che ne facevano parte, così la viticoltura ha nel corso dei secoli scelto delle varietà che, meglio di altre, si adattassero alle proprie necessità ed alle prerogative degli ambienti nei quali esse venivano coltivate. I vitigni ed i vini che se ne ricavavano sono così diventati nel tempo i vettori di espressione del territorio, sia nella sua componente genetica, costituita dalla varietà, sia in quella culturale, rappresentata dalle pratiche viticole e dalle tecniche enologiche. Poi, però, qualcosa è cambiato. E così come il contatto e la mescolanza con popoli e culture lontane ha portato ad una assimilazione delle loro lingue alla nostra, ugualmente i vitigni stranieri hanno cominciato prima ad affiancarsi e in seguito a sostituirsi ai nostri. Nello stesso modo dunque in cui alcune lingue o alcuni dialetti sono completamente scomparsi, essendo stato abbandonato il loro uso da parte delle nuove generazioni, analogamente alcune varietà minori delle zone viticole marginali si sono gradualmente estinte, lasciando il posto a nuove varietà internazionali. La scomparsa di un vecchio vitigno, come la morte di una lingua, è dunque un fenomeno collettivo: così come è l’intero corpo sociale che cessa di parlare una lingua, è l’intera tradizione viticola ed enologica che muore e si trasforma. Ecco dunque il passaggio dalle popolazioni varietali ai cloni (ulteriore contributo all’erosione genetica della specie); l’adozione indiscriminata di tecniche enologiche importate dall’estero; l’omologazione del gusto a standard dettati dal mercato. Tutte scelte finalizzate alla riduzione della complessità e dei rischi di un’attività produttiva. Esattamente il contrario di ciò che è indispensabile fare con i vini autoctoni, dove non esistono scorciatoie alla necessità di comunicare in maniera chiara ai consumatori il valore intrinseco dei prodotti: la loro storia, il territorio che essi esprimono, le loro peculiarità organolettiche. Sforzandosi di parlare il loro dialetto.

I parchi ed il turismo enogastronomico

2004
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione

Coordinamento editoriale: Valdà Consultino
Ricerca e redazione: Marzio Barbieri, Paolo Benvenuti, Susanne Berchtold, Valentina Bernardelli, Luigi Franchi, Iole Piscolla
Con il contributo del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio
Pagine: 469
Immagine di copertina: Andrea Samaritani – Meridiana Immagini
Prezzo di copertina: Volume non in commercio

(copie esaurite)

Questa pubblicazione allarga la conoscenza degli itinerari enogastronomici fino all’interno dei parchi nazionali, partendo da elementi di forte connotazione territoriale quali vini e vitigni autoctoni. Ogni parco che ha aderito al progetto elaborato dall’Associazione Città del Vino, è descritto nelle sue caratteristiche geografiche ed ambientali; in particolare è indicato un itinerario enogastronomico che racchiude le produzioni tipiche del territorio e alcuni indirizzi utili per l’organizzazione di una visita. La descrizione è completata da un approfondimento sui vitigni storici ed autoctoni presenti in ogni parco, con segnalazione in ogni scheda delle Città del Vino all’interno dell’area interessata e quelle limitrofe nel raggio di venti chilometri.

Il Piano Regolatore delle Città del Vino

2006
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione

A cura di: Città del Vino
Pagine: 39
Prezzo di copertina: 5,00 Euro

Attività: il Piano Regolatore

Linee metodologiche per la valorizzazione dei comprensori vitivinicoli di qualità nella disciplina territoriale ed urbanistica delle aree rurali. La crescita e lo sviluppo di una Città del Vino passa attraverso scelte che non possono non tener conto del paesaggio del vino e della sua centralità nella vita e nell’ambiente generale. In quest’ottica è stato stilato nel 1997 il ‘metodo’ del Piano Regolatore del Vino: un diverso modo di intendere la programmazione urbanistica che comporta un’attenzione particolare su come gli insediamenti devono armonizzarsi con il contesto ambientale e su come la lettura del territorio da parte di chi ci vive e lavora deve diventare un sentire comune. Oltre al testo del’97, questa edizione contiene due nuovi interventi che sono stati presentati in occasione del Forum BITEG di Riva del Garda del maggio 2006, “La filiera del territorio. Per un sistema più concorrenziale”; in quella sede amministratori, architetti e comunicatori hanno affrontato proprio le tematiche legate ad uno sviluppo che sia rispettoso delle peculiarità intrinseche del territorio, ma che al tempo stesso tenga conto delle esigenze economiche e sociali di chi governa e vive nel territorio. Gli interventi sono di due architetti-urbanisti, Pier Carlo Tesi e Stefano Stanghellini (già protagonisti della prima stesura), e di un esperto di comunicazione e marketing del territorio, Riccardo Pastore.

Il Vinsanto in Toscana

2003
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione
A cura di: Giacomo Tachis

Editrice: Ci.Vin

Pagine: 182

Prezzo di copertina: 15,00 Euro

(copie esaurite)

Il Vin Santo è un vino passito cui i toscani hanno da sempre dedicato particolare attenzione.
La sua produzione oggi interessa tutto il territorio della regione.

Giacomo Tachis, enologo di fama internazionale, racconta in questo volume, come si arriva ad ottenere questo vino - prezioso viste peraltro le limitate quantità che se ne producono – a partire dalla scelta delle migliori uve sino alla loro lenta dolcificazione e maturazione, dalla selezione dei lieviti, all’uso del caratello.
L’autore non trascura nemmeno il profilo storico del Vin Santo con citazioni da documenti che richiamano ai primi vini dolci del Mediterraneo.

Manuale del turismo enogastronomico culturale

2010
Pubblicazioni di settore

Autore: Carlo Bolognesi
Editore: Ci.Vin. Editore
pp. 128
Prezzo di copertina: 15,00 €
Finito di stampare nel mese di gennaio 2010

Negli ultimi decenni è esploso un nuovo tipo di turismo. Nuovo non perché non esistente prima, ma nuovo per le sue modalità di organizzarsi e di puntare su quattro parole magiche: vino, gastronomia, beni che si trovano su un territorio e che è giusto definire beni culturali, in senso ampio, ed identità dello stesso territorio. Questo turismo viene chiamato in tanti modi. Vorrei fosse definito propriamente, in base alle sue caratteristiche, Turismo EnoGastronomicoCulturale (o sinteticamente con l’acronimo Turismo E. G. C.).
Ancora oggi, nonostante il grande incremento turistico ed il  sensibile aumento di ritorno economico per gli operatori del settore registrato nei territori del vino rispetto al turismo italiano tradizionale, si riscontra purtroppo una scarsa strategia dell’offerta, una scarsa cultura del marketing, soprattutto territoriale, così come afferma puntualmente il 7° rapporto annuale  dell’Osservatorio sul Turismo del Vino, effettuato dall’Associazione Nazionale delle Città del Vino  e del Censis Servizi Spa nel febbraio 2009. Non sfruttando queste potenzialità, si rischia di perdere una grande occasione, utilissima per fronteggiare, in gran parte, la crisi economico-finanziaria internazionale e dare un nuovo e sostenibile sviluppo al nostro paese.
Questo libro offre diversi spunti, una gamma di idee, di strategie per coloro che abbiano interesse ad  organizzare compiutamente un percorso turistico “E. G. C.”. Si tratta di una guida orientativa per operatori pubblici e privati sul “come fare sistema”, affinché zone turistiche un tempo considerate “minori” esprimano al meglio le loro grandi potenzialità turistiche e tutte le persone che vi abitano, in vari modi, possano ricavarne un beneficio psicologico ed economico  migliorando la loro vita complessiva

Uva e Vino, le proprietà delle più piccole molecole

2005
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione
Direttore editoriale: Iole Piscolla
Finito di stampare nel Novembre 2005
A cura di Mara Rossoni
Prezzo di copertina: 15,00 Euro

La pubblicazione fa parte del Programma di ricerca, "Caratterizzazione varietale ed intravarietale di cultivar di vite e valorizzazione mediante incrementi di resveratrolo e suoi derivati", cofinanziato da Miur e coordinato dal Dipartimento di Produzione Vegetale dell'Università di Milano.

Sono passati alcuni anni da quando i primi lavori scientifici pubblicati hanno dimostrato che il vino, se bevuto nei modi corretti e appropriati, sicuramente non fa male; anzi, può avere effetti positivi sulla salute umana. Alcuni di questi studi rappresentano ancora oggi dei punti di riferimento per chi voglia approfondire questo argomento, come il Lyon Diet Heart Study del 2001 o il Mediterranean Diet, Traditional Risk Factors, and the Rate of Cardiovascular Complications After Myocardial Infarction del 1999; si tratta di ricerche che, nell’ambito del rapporto tra vino e salute, hanno aiutato a spiegare anche ad un pubblico vasto gli effetti benefici del vino rosso per il cuore e l’apparato cardiocircolatorio in generale. Successive ricerche sono state condotte da Università ed Istituti un po’ in tutto il mondo, e inoltre sono sorte associazioni importanti, come “Vino e salute” recentemente costituitasi a Montalcino, presieduta dal dott. Stefano Ciatti.
La pubblicazione del lavoro di Mara Rossoni è un ulteriore contributo alla conoscenza, per il suo valore scientifico e per la qualità della ricerca svolta dal Dipartimento di produzione vegetale dell’Università degli Studi di Milano, coordinatore del più ampio progetto “Caratterizzazione varietale e itravarietale di cultivar di vite (Vitis vinifera) e valorizzazione mediante incrementi di resveratrolo e suoi derivati”.

L’Associazione Nazionale Città del Vino, con questa iniziativa editoriale, conferma il suo impegno alla diffusione della cultura del vino e alla conoscenza dei territori ad esso legati. Ulteriori esempi sono l’iniziativa realizzata in collaborazione con Coldiretti (“Conoscere il vino fa bene alla salute”) volta a far apprezzare soprattutto tra i giovani gli effetti salutistici della bevanda, e il Progetto Vino in corso d’opera con l’Istituto Nazionale per gli Alimenti e la Nutrizione, ideato per informare sull’uso moderato e consapevole del bere bene.

Vino e Paesaggio - Materiali per il governo del territorio

2009
Pubblicazioni di settore

A cura di: Pier Carlo Tesi, Lorenzo Vallerini, Luigi Zangheri
Editore: Ci.Vin Editore
pp. 229
Prezzo di copertina: 15,00 €
Finito di stampare nel mese di dicembre 2009

Dodici anni fa l’Associazione Nazionale Città del Vino iniziava il lavoro di analisi e proposta che conosciamo sotto il nome di “Piano Regolatore delle Città del Vino”. L’idea era destinata a farsi stra- da: il paesaggio rurale non può più essere affidato alle dinamiche economiche spontanee, ma deve essere oggetto di pianificazione urbanistica, né più né meno che le aree d’insediamento urbano. Il paesaggio è un bene comune della storia e della cultura di un territorio; esso rappresenta un fattore di primaria importanza per la competitività anche in termini turistici; la tutela del paesaggio rurale, dunque, non è mera conservazione, ma deve tener conto dei tempi che cambiano e deve essere anche intesa come tutela e difesa ambientale. Davanti, un triplice obiettivo: far crescere una cultura del paesaggio e, in modo particolare, del pae- saggio vitivinicolo; far maturare l’idea che il “territorio rurale aperto” può essere oggetto di attività pianificatrice da parte dell’ente pubblico, in accordo con il mondo della produzione vitivinicola e agricola; fornire ai Comuni princìpi, regole ed esperienze concrete di trasformazione di quelle idee in norma. Dal 1997 ad oggi molto è successo: la Convenzione Europea del Paesaggio ha iniziato un lungo lavo- ro per sedimentare nell’animo di chi è chiamato a decidere, ma anche nel senso comune delle perso- ne, l’idea del paesaggio come patrimonio di tutti. Serviva così un aggiornamento dell’idea nata come Piano Regolatore delle Città del Vino e questo volume, che l’Associazione mette a disposisine degli urbanisti, ma soprattutto dei sindacie dei produt- tori vitivinicoli, è il risultato di questo aggiornamento, un lavoro durato ben due anni.

In copertina: Tullio Pericoli, Vista sulle colline, 2007 (olio su tela cm. 30 x cm. 35). Particolare

Vinum

2005
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione

Copie esaurite

 

Responsabile editoriale: Iole Piscolla
Impaginazione grafica: Milc.
Prezzo di copertina: 15,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di marzo 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl


Dalla prefazione di Attilio Scienza

Il «Progetto Vinum. Un’indagine sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale» nasce da una stretta collaborazione scientifica tra l’Associazione Nazionale Città del Vino, il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti (Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche) dell’Università di Siena e i Dipartimenti di Biologia, Sezione di Botanica Generale e di Produzione Vegetale (Insegnamento di Viticoltura) dell’Università di Milano. Il Progetto è stato fi nanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e intende mettere in luce, con tecnologie avanzate, la persistenza della vite nel paesaggio vegetale dell’Etruria propria, partendo dalla caratterizzazione del genoma della vite silvestre. Questo volume raccoglie i contributi di un primo Seminario di studio (tenutosi a Castelnuovo Berardenga, nel giugno 2004), nel quale gli studiosi coinvolti nel Progetto, insieme a specialisti di diversa formazione, hanno posto a confronto esperienze, metodi e prospettive di ricerca nei rispettivi campi dell’archeologia, della botanica e della biologia molecolare. I risultati del Seminario aprono un nuovo orizzonte, del tutto sperimentale, sulla possibilità di considerare la natura come uno scrigno contenente preziose e stratifi cate informazioni storiche da individuare, interpretare e conservare anche con nuovi strumenti di tutela ambientale.

Vitigni tradizionali ed antichi italiani

2006
Pubblicazioni di settore
Copertina della pubblicazione

Copie esaurite

 

A cura di: Attilio Scienza
Pagine: 218
Prezzo di copertina: 15,00 Euro


“Il vitigno antico o autoctono rappresenta l’elemento strutturante, una sorta di centro rituale, carico d’implicazioni economiche, politiche e simboliche”. Così Attilio Scienza introduce alla lettura del volume Vitigni Tradizionali ed antichi italiani, un’accurata rassegna del ricco patrimonio viticolo Italiano. Dal Friuli alla Sicilia, dal Nebbiolo al Negroamaro: tutte le varietà note e meno note dei vitigni che hanno caratterizzato la storia vitivinicola d’Italia e che ancora rappresentano un inestimabile patrimonio di cultura e tradizione per il Paese. Ad ogni vitigno è dedicata una schematica ed attenta descrizione della caratteristiche ampelografiche ed enologiche, della variabilità intravarietale, della zona di diffusione, ... senza chiaramente tralasciare l’origine e la storia. Una prima sezione è interamente dedicata agli antichi vitigni della Campania. Il progetto editoriale, a cura dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comitato Vinum Loci e della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e con il contributo di Ager S.C., della società Autoctono e dell’Istituto Agrario S. Michele all’Adige. La presentazione del testo è stata affidata ad Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, la prefazione è di Paolo Saturnini, past president di Città del Vino ed attuale presidente dell’editrice Ci.Vin che ha curato la parte editoriale del progetto.