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Il Piano regolatore delle Città del Vino presentato alla Camera dei Deputati
26.02.2010 , News di Città del Vino
IL PAESAGGIO E’ UN PATRIMONIO FONDAMENTALE:
PER TUTELARLO E VALORIZZARLO LE CITTA’ DEL VINO HANNO RACCOLTO IN UN VOLUME IDEE, REGOLE ED ESPERIENZE CONCRETE PER UN VERO E PROPRIO “PIANO REGOLATORE RURALE”
26 febbraio 2010, Palazzo Marini - Roma
in collaborazione con
la Presidenza della Camera dei Deputati
Presentazione del volume
“Vino e Paesaggio.
Materiali per il governo del territorio”
Il paesaggio è un patrimonio fondamentale della storia e della cultura di un territorio, un fattore di primaria importanza per la sua competitività in termini turistici e come valore aggiunto, per la sua capacità evocativa, dell’identità di ogni prodotto, il vino in primis.
Per questo, il paesaggio rurale non può più essere “affidato” alle dinamiche economiche spontanee, ma può e deve essere oggetto di una pianificazione urbanistica, allo stesso modo delle aree d’insediamento urbano: per tutelarlo e valorizzarlo le Città del Vino hanno raccolto idee, regole ed esperienze concrete per un vero e proprio “piano regolatore rurale”, nel prezioso volume “Vino e Paesaggio. Materiali per il governo del territorio”, presentato oggi 26 febbraio, a Palazzo Marini a Roma, in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.
Con la Convenzione Europea del Paesaggio, la Conferenza del
Consiglio d’Europa ha iniziato da tempo un lungo e faticoso lavoro per
sedimentare nell’animo di chi è chiamato a decidere, ma anche nel senso
comune delle genti, l’idea del paesaggio come patrimonio di tutti.
Grazie a questa sollecitazione, è nato il volume “Vino e Paesaggio” a cura di Pier Carlo Tesi, Lorenzo Vallerini e Luigi Zangheri: il risultato di due anni di lavoro che collocano di diritto
l'Associazione Nazionale Città del Vino come membro permanente della
Conferenza del Consiglio d’Europa.
Il volume Vino e Paesaggio
Gli obbiettivi del Piano regolatore delle Città del Vino
La tutela del paesaggio non è solo conservazione, ma è anche e soprattutto difesa dell’ambiente, di pari passo con le esigenze dell’agricoltura moderna.
"L’obbiettivo del lavoro delle Città del Vino, che già sono dotate di un proprio Piano Regolatore - uno strumento urbanistico per attuare una politica di governo del territorio che persegua lo sviluppo economico fondato sulle reali vocazioni vitivinicole del territorio in un quadro di attenta salvaguardia ambientale - è quello di “far crescere una “cultura” del paesaggio e, in particolare, del paesaggio vitivinicolo - sottolinea il presidente Giampaolo Pioli - far maturare l’idea che il “territorio rurale aperto” può essere oggetto di attività pianificatrice da parte dell’ente pubblico, in accordo con il mondo della produzione vitivinicola e agricola, e fornire ai Comuni princìpi, regole, esperienze concrete di trasformazione di quelle idee in norma”.
Il Piano Regolatore delle Città del Vino