Collegamenti ad altre pagine, links o gallerie di immagini utili per approfondire questo argomento.
Il Piano casa del Governo mette a rischio il paesaggio
18.03.2009 , News di Città del Vino
Di fronte all’imminente approvazione del piano-casa da parte del Governo
i
territori a più alta vocazione vitivinicola d’Italia
chiedono
l’apertura di un dialogo con il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo
e con il Ministro dei
Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi.
Il piano-casa predisposto dal Governo per contrastare l'attuale crisi
economica e già concordato con le Regioni, prevede 550 milioni per
l’edilizia popolare con interventi che comprendono la costruzione di
circa 5.000-6.000 alloggi, a cui si aggiunge anche un aumento delle
cubature, pari al 20%, delle costruzioni esistenti. Ci sarà inoltre la
possibilità di abbattere edifici vecchi, realizzati prima del 1989, non
sottoposti a tutela, per costruirne nuovi con il 30% di volume in più.
Tra i punti chiave, anche gli sconti fiscali: il contributo di
costruzione sugli ampliamenti sarà infatti ridotto del 20% in generale
e del 60% se l’abitazione è destinata a prima casa.
“Una sorta di invito alla cementificazione che accresce il rischio per il patrimonio paesaggistico italiano nei territori a più alta vocazione vitivinicola d’Italia”
E' questo l’appello lanciato dalle Città del Vino di tutta Italia riunite in Consiglio nazionale a Sizzano (Novara),
che, in vista dell’imminente approvazione del piano-casa anti-crisi
previsto dal Governo, chiedono l’apertura di un dialogo con il Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania
Prestigiacomo e con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Sandro Bondi.
“Di fronte delle notizie che riferiscono dell’intenzione del
Governo di varare un piano straordinario per l’edilizia, teso a
semplificare le procedure che autorizzano l'ampliamento del patrimonio
edilizio esistente - sottolinea il Presidente delle Città del Vino Valentino Valentini - e
preso atto che il Governo, secondo le dichiarazioni di vari Ministri,
ha scelto il metodo del dialogo, visto l’impegno che da anni
l’Associazione nazionale Città del Vino e gli oltre 570 Comuni che ne
fanno parte stanno da sempre profondendo nella tutela e nella
valorizzazione dei territori e dei paesaggi agrari di pregio,
componente fondamentale della qualità della vita dei cittadini e della
competitività economica delle comunità locali, esprimiamo la nostra
preoccupazione per gli effetti negativi di una frettolosa
semplificazione delle procedure, che potrebbe colpire da un lato i beni
paesaggistici e dall’altro l'effettiva titolarità della pianificazione
urbanistica e della regolamentazione edilizia attualmente in capo ai
Comuni, alle Province e alle Regioni”.
Le Città del Vino si rivolgono in particolare ai Ministri Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi, per chiedere un incontro al fine di sollevare l’attenzione sui rischi che il piano-casa anti-crisi può comportare per lo straordinario patrimonio naturalistico e paesaggistico italiano, poter esprimere la propria posizione al più alto livello e trasmettere ai Ministri i documenti elaborati dalle stesse Città del Vino in materia di pianificazione e tutela del paesaggio agrario e viticolo.